Non si da cultura senza una formazione retorica e imparare l’arte del DIRE significa già imparare a ESSERE.

Olivier Reboul

Retorica: tre definizioni che non ti aspetti, dell’antica arte della parola, attualissima oggi esattamente come più di due millenni fa.

Più di duemila anni addietro, Aristotele definì la retorica “la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto.” Aggiunse: “Se è vergognoso non essere in grado di difendersi con le proprie braccia, sarebbe assurdo se fosse esente da vergogna non saperlo fare per mezzo della parola, il cui uso è più proprio dell’uomo di quello delle braccia”.

Aristotele, conosciuto anche come IL Maestro, è una delle menti più influenti di tutti i tempi. Ha scritto la Retorica, un’opera strabiliante, nel IV secolo a.C. e da allora affascina e inquieta con periodi di altalenante fortuna. C’è chi vede nella retorica la più antica scienza della comunicazione e c’è chi la considera una forma di comunicazione mistificatorie e manipolatoria. La retorica però non è comunicazione mistificatorie e manipolatoria, ma arte di trovare la parola giusta al momento giusto.

Più di duemila anni dopo, Jay Heinrichs, uno dei più assidui sostenitori dell’arte della parola, si espresse con concisione: la Retorica è “l’arte più sociale dell’umanità”. Nostro contemporaneo e autore dell’avvincente Thank You for Arguing (introvabile l’edizione italiano, tradotta con il titolo L’arte di avere sempre l’ultima parola), Heinrichs trova nella retorica tutto ciò che occorre non solo per avere l’ultima parola, ma anche per aumentare le vendite e salvare il mondo. Dice: “Il significato di retorica va ben oltre l’utilizzo delle parole per convincere o persuadere, come la definiscono i dizionari. La retorica ci insegna a discutere senza rabbia. E offre la possibilità di sfruttare una fonte di potere sociale di cui non avevo mai sospettato l’esistenza”. Non c’è alcun motivo per contraddirlo.

Olivier Reboul, invece, un dotto francese che di retorica fu uno dei massimi esperti, afferma, nella sua Introduzione alla retorica, che imparare “a concatenare gli argomenti in modo coerente e efficace, a sorvegliare il proprio stile, a trovare i giri di frase appropriati e le figure adeguate, a esprimersi con la scansione giusta e in maniera vivace è retorica.” Senza mezzi termini, Reboul considera incultura “non centrare la questione proposta, scrivere in modo scorretto, piatto, esagerato, confondere la tesi con l’argomento, esporre in maniera sconnessa, trincerarsi dietro gli stereotipi.” Per questo motivo, aggiunge, non si ha “cultura senza una formazione retorica e imparare l’arte del «dire» significa già imparare a «essere»”.

C’è una cosa che dobbiamo gestire ogni giorno: la comunicazione. On e off line. A casa, a scuola, in azienda e, più in generale, nella vita. Ebbene, sarai d’accordo con me che la comunicazione efficace si ha in presenza di argomenti ben organizzati, espressi al momento giusto e nel contesto appropriato. E la retorica è la strada maestra. Per te stesso e per le persone intorno a te. “Non c’è nulla di più nobile che riuscire a catturare l’attenzione delle persone con la parola, indirizzare le loro opinioni, distoglierle da ciò che riteniamo sbagliato e condurle verso ciò che apprezziamo” disse Cicerone molto prima dell’Internet, della macchina a vapore e dell’invenzione della stampa. Contraddirlo? Non mi pare una buona idea 😉

Ho preso ispirazione da questi tre studiosi della più antica scienza della comunicazione e ho ridefinito la retorica a modo mio. Eccole, le tre definizioni che non ti aspetti, dell’antica arte della parola, altrettanto attuale oggi come più di due millenni fa.

1° definizione: la retorica è l’arte del parlare con arte.

La retorica è l’arte del parlare per avere influenza ed è l’arte del saper esprimersi con eloquenza. È l’arte di conquistare le persone e di guidare i sentimenti, l’arte della buona conversazione e del consenso. La retorica ci aiuta a governare l’argomentazione. Alchimia di pensieri, parole e azioni, la retorica regola e guida il nostro comportamento nel contesto sociale. Ci ricorda sempre lui, il Maestro, nella sua Retorica: “tutti si impegnano a esaminare e sostenere un qualche argomento, o a difendersi e ad accusare.” E tutti, aggiungo io, vorrebbero presentare il proprio punto di vista, la propria verità nella migliore luce discorsiva. Per questo ci vuole retorica, l’arte del parlare con arte.

2° definizione: la retorica è il più potente software del discorso.

Ogni scambio comunicativo rappresenta una negoziazione finalizzata a far assumere all’interlocutore la nostra definizione di realtà. Che si tratti dei dibattiti della quotidianità matrimoniale, delle interazioni tra genitori e figli o di un incontro di affari, ciascun partecipante porta sulla scena della comunicazione la migliore artiglieria cognitiva, emotiva e comportamentale per conquistarsi il consenso del proprio interlocutore. Meglio conosci il più potente software del discorso, la retorica, più alte sono le probabilità di portare le persone a essere d’accordo con te. Avere l’ultima parola, in altre … parole.

3° definizione: la retorica è una piccola cosa di assoluta importanza.

La vita è fatta di piccole cose, alcune delle quali di assoluta importanza. La retorica è una di queste. La retorica ci insegna a porci un obiettivo per poi raggiungerlo. Con tutti i mezzi cognitivi, emotivi e comportamentali che abbiamo a disposizione. Impari così a diventare più efficace e più efficiente, più chiaro e più originale. Nel modo di pensare, di esprimersi e di agire. “Le parole sono importanti” affermava Nanni Moretti in un cult italiano degli anni ‘80, e la retorica ci insegna a farne buon uso, al momento giusto e nel contesto appropriato. Le relazioni, del resto, a casa, a scuola, in azienda e nella vita non sono altro che un insieme di pensieri, parole e azioni. Condirle, dunque, con un pizzico di retorica dà più sapore. Alle idee. Al dialogo, ai dibattiti. Alle relazioni. Alla vita.

Se vuoi scoprire come trovare e impiegare le parole giuste al momento giusto, educarti ed educare nello spirito di questa piccola cosa di assoluta importanza chiamata retorica è di assoluta importanza. Forse, non ti aiuterà a cambiare il mondo, ma ti aiuterà a diventare più efficace e più efficiente. A casa, a scuola, in azienda. Nella vita.

Pensare bene per parlare bene e per agire bene, questa è retorica.