Aggiornato il 17 febbraio 2021.

Questo articolo è stato revisionato e aggiornato il 17 febbraio 2021.

Tre definizioni di un’antica arte: l’arte della parola.

 

È la retorica, l‘arte del discorso efficace, affascinante oggi, come tre millenni fa.

Non si da cultura senza una formazione retorica e imparare l’arte del DIRE significa già imparare a ESSERE.

Olivier Reboul

Aristotele è una delle menti più influenti di tutti i tempi. A lui dobbiamo la prima riflessione approfondita sulla forza delle parole. A lui dobbiamo la prima sistemazione dell’antica arte del discorso.

 

Ha scritto Retorica nel IV secolo a.C, un’opera strabiliante che da allora affascina e inquieta con periodi di altalenante fortuna. C’è chi vede nella retorica la più antica scienza della comunicazione e c’è chi la considera florilegio, parlare a vanvera, addirittura una forma di comunicazione manipolatoria a buon uso dei disonesti.

 

Non è niente di tutto ciò. La retorica è arte. Arte del dire. Arte dell’essere. È l’arte del discorso. L’arte di trovare parole efficaci, al momento e al posto giusto.

 

La retorica è l’arte di ciò che ci rende umani: le parole.

 

Aristotele la definì “la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto.” Aggiunse: “Se è vergognoso non essere in grado di difendersi con le proprie braccia, sarebbe assurdo se fosse esente da vergogna non saperlo fare per mezzo della parola, il cui uso è più proprio dell’uomo di quello delle braccia”.

 

Quasi tremila anni dopo, Jay Heinrichs, nostro contemporaneo d’Oltreoceano e uno dei più assidui sostenitori dell’antica arte della parola, si espresse con concisione: la retorica è “l’arte più sociale dell’umanità”.

 

Autore dell’avvincente L’arte di avere sempre l’ultima parola (edizione aggiornata 2020, in lingua inglese), Heinrichs trova nella retorica tutto ciò che occorre non solo per avere l’ultima parola, ma anche per aumentare le vendite e salvare il mondo. Dice: “Il significato di retorica va ben oltre l’utilizzo delle parole per convincere o persuadere, come la definiscono i dizionari. La retorica ci insegna a discutere senza rabbia. E offre la possibilità di sfruttare una fonte di potere sociale di cui non avevo mai sospettato l’esistenza”. Non c’è alcun motivo per contraddirlo.

 

Olivier Reboul, invece, fu uno dei massimi esperti di retorica d’Oltralpe. Afferma, nella sua Introduzione alla retorica, che imparare “a concatenare gli argomenti in modo coerente e efficace, a sorvegliare il proprio stile, a trovare i giri di frase appropriati e le figure adeguate, a esprimersi con la scansione giusta e in maniera vivace è retorica.”

 

Senza mezzi termini, Reboul considera incultura “non centrare la questione proposta, scrivere in modo scorretto, piatto, esagerato, confondere la tesi con l’argomento, esporre in maniera sconnessa, trincerarsi dietro gli stereotipi.” Per questo motivo, aggiunge, non si ha“cultura senza una formazione retorica e imparare l’arte del «dire» significa già imparare a «essere»”.

 

L’antica arte della parola: la strada maestra per la comunicazione efficace

Ogni giorno dobbiamo gestire tante cose. Una tra questi, però, influenza a catena tutte le altre: la comunicazione. On e off line. Con noi stessi e con tutti gli altri. A casa, a scuola, in azienda. Più in generale, nella vita.

 

Pensaci: quando possiamo parlare di comunicazione efficace?

 

Ecco un’idea. Possiamo parlare di comunicazione efficace in presenza di argomenti ben organizzati, espressi con parole giuste, al momento giusto e nel contesto appropriato. Senza dimenticare il tono: ciò che diciamo è altrettanto importante di come lo diciamo.

 

La retorica è la strada maestra. Per se stessi e per coloro che incontriamo.

 

“Non c’è nulla di più nobile che riuscire a catturare l’attenzione delle persone con la parola, indirizzare le loro opinioni, distoglierle da ciò che riteniamo sbagliato e condurle verso ciò che apprezziamo” disse Cicerone, un altro profondo conoscitore della retorica molto prima dell’Internet, della macchina a vapore e dell’invenzione della stampa. Contraddirlo? Non mi pare una buona idea.

 

Ho preso ispirazione da questi studiosi dell’antica arte del discorso, in epoche e angoli del mondo diversi e ho definito la retorica a modo mio.

 

Queste sono le tre definizioni che non ti aspetti della più antica scienza della comunicazione: la retorica.

 

Non essere timido. Chiamala pure l’antica Signora della Parola, giovane e splendente oggi come tre millenni fa. Attuale, anche. Anzi, attualissima.

 

1° definizione: la retorica è l’arte del parlare con arte

La retorica è l’arte del parlare per avere influenza ed è l’arte del saper esprimersi con eloquenza. È l’arte di conquistare le persone e di guidare i sentimenti, l’arte della buona conversazione e del consenso. Alchimia di pensieri, parole e azioni, la retorica regola e guida il nostro comportamento nel contesto sociale.

 

Ce lo ricorda Aristotele, nella sua Retorica: “tutti si impegnano a esaminare e sostenere un qualche argomento, o a difendersi e ad accusare.” E tutti noi, aggiungo io, vogliamo illustrare il proprio punto di vista, la propria verità, nella migliore luce discorsiva. Ci vuole retorica, per questo. Ci vuole l’arte del parlare con arte.

 

2° definizione: la retorica è il più potente software del discorso

Ogni scambio comunicativo rappresenta una negoziazione finalizzata a far assumere all’interlocutore la nostra definizione di realtà. Che si tratti dei dibattiti della quotidianità matrimoniale, delle interazioni tra genitori e figli o di un incontro di affari, ciascun partecipante porta (o dovrebbe portare) sulla scena della comunicazione i migliori ingegni discorsivi e le migliori risorse emotive e comportamentali per conquistare il consenso del proprio interlocutore.

 

Meglio conosciamo il più potente software del discorso, più alte sono le probabilità di portare le persone dalla nostra parte. Avere l’ultima parola, in altre … parole.

 

3° definizione: la retorica è di assoluta importanza quotidiana

La vita è un intreccio di pensieri, di parole e azioni, di relazioni, idee, dialoghi, dibattiti e dispute. La vita è fatta di piccole cose, notoriamente di assoluta importanza. La retorica è una di queste.

 

La retorica ci insegna a porci un obiettivo e a impegnarci per raggiungerlo con tutte le nostre migliori risorse: discorsive, emotive e comportamentali. Impariamo così a diventare più efficaci e più efficienti. Nel modo di pensare, di esprimersi e di agire.

 

“Le parole sono importanti” affermava Nanni Moretti in un cult italiano degli anni ‘80, e la retorica ci insegna a farne buon uso, al momento giusto e nel contesto appropriato.

 

Se vuoi imparare a trovare parole efficaci al momento e al posto giusto educarsi ed educare nello spirito della retorica è di assoluta importanza. Quotidiana.

 

Forse non ti aiuterà a cambiare il mondo, ma ti aiuterà a migliorare te stesso. Ti aiuterà a cambiare. A diventare più pragmatico. Più consapevole. Più efficace e più efficiente.

 

Ti insegnarà a fare del comunicare un’arte. A casa, a scuola, in azienda. Nella vita.

 

Lucian Berescu