Spesso qui sul portale richiamo all’ordine le parole efficaci, importanti per un oratore come per qualsiasi parlante il cui obiettivo è aumentare il valore di ciò che PENSA, DICE e, soprattutto, FA. Sono parole che servono per raggiungere obiettivi ambiziosi. Anche i tuoi.

La via del fare è l’essere.

Lao Tzu

Da un punto di vista pratico e concreto, l’efficacia è fare le cose giuste, mentre l’efficienza è fare le cose nel modo giusto. L’efficacia precede sempre l’efficienza, altrimenti ciò che facciamo è un tanto per.

 

Pensa: se sei disciplinato e lavori con determinazione e costanza dall’alba al tramonto, ma lo fai per il progetto sbagliato potresti consolarti con l’idea di essere efficiente, di certo non sei efficace. Se lavori saltuariamente e con poca convinzione e lo fai per l’obiettivo corretto potresti coccolarti con il pensiero di essere efficace, non di certo efficiente.

 

Da un punto di vista discorsivo, l’efficacia è dire le cose giuste, mentre l’efficienza è dire le cose nel modo giusto. Prima sei efficace perché dici le cose giuste, poi sei efficiente perché dici le cose nel modo giusto, rapportate all’obiettivo da raggiungere.

 

Differenza sottile, ed è proprio per questo che fa davvero la differenza. Perché ricordiamocelo:

Non è il DIRE che fa girare il mondo, è il FARE. Il punto è che il DIRE precede il FARE.

L’obiettivo è quindi di trovare il giusto equilibro tra individuare le cose giuste e farle nel modo giusto. Per questo servono le parole efficaci.

 

Tempo fa lessi una storiella che calza a pennello per comprendere meglio questa sottile ma fondamentale differenza.

 

Un bel giorno, un tizio si presentò all’ufficio marketing di una nota azienda produttrice di dentifricio. Disse: “Ho un’idea che vi farà guadagnare tanti soldi per tanto tempo. Vi costa centomila, una tantum.” Il responsabile marketing rispose: “Grazie, ma le buone idee le escogitiamo in casa nostra, non pagheremo mica centomila per un’idea senza essere certi di far rientrare il nostro investimento.”

 

Il giorno dopo, il nostro responsabile riunì il suo dipartimento e chiese di trovare in tempi brevi un modo per incrementare i ricavi della vendita di dentifricio del 20%. Poco dopo, però, si rese conto che nessuna delle proposte avrebbe centrato l’obiettivo. Richiamò il tizio da centomila, firmarono il contratto e gli mostrò l’assegno con la cifra richiesta. Ricevete in cambio una busta con dentro un bigliettino di poche parole: “Aumenta il diametro del tubetto di due millimetri”.

 

Ecco la soluzione. Semplice, originale. Ma soprattutto efficace ed efficiente. Tutto qui, pensa fuori dagli schemi 😉

 

Niente investimenti nella pubblicità, niente sofisticate tecniche di #psiconeurosociomarketingstrategicoapplicativofunzionale.

 

Un obiettivo chiaro raggiunto in maniera efficace ed efficiente.

 

Detto diversamente: a problemi complessi trova soluzioni semplici ed originali. Non a caso, gli anglosassoni che di pragmatismo se ne intendono bene dissero: KISS (Keep It Simple Stupid).

 

In questo come in tante altre sofisticate situazioni che affrontiamo da adulti, l’esperienza della genitorialità può essere un gran maestro. Con un bambino di 3 anni devi semplificare se ti vuoi far capire, altrimenti parli al vento in men che non si dica. 

16 parole efficaci per raggiungere i tuoi obiettivi

Va bene, il predicozzo te l’ho fatto, ora passiamo al dunque.

 

Che sia chiaro, le parole sono un mucchio di lettere messe insieme a cui diamo un significato. Lo ripeto, nel caso non l’avessi letto con attenzione: le parole sono un’amucchiata di lettere a cui noi, gli esseri pensanti attribuiamo un significato.

 

Queste 16 parole efficaci vanno dritto al sodo. Seminate con amore e coltivate con cura possono fare una grande differenza. Possono aiutarti a raggiungere i tuoi traguardi più ambiziosi. Falle tue, lasciati avvolgere dal loro significato profondo e dal loro effetto energizzante.

 

Sei pronto? Iniziamo.

  1. Azione. Qualsiasi cosa, idea, sogno, obiettivo ci passi per la testa potrà essere realizzata solo ed esclusivamente se tirata fuori dal calduccio della nostra mente. Ci vorrà un’unica cosa per trasformarla in realtà: un’azione dietro a un’altra, passo per passo, a piccolo passi. Se vogliamo scrivere un libro o lanciare un nuovo prodotto, buttar giù qualche chilo di troppo o smettere di fumare e poi teniamo questi bei propositi comodamente seduti nel soggiorno della nostra mente rimarranno tali: buoni propositi destinati all’estinzione.  
  2. Wantrepreneur. Questa è una parola da cui dovresti difenderti come dalla peste. Quanto è concreta puoi vederla in tutti gli uffici di collocamento. Hai un’idea e non agisci? Sei un wantrepreneur. Hai un’idea e agisci? Mettendo a fuoco l’obiettivo da perseguire con creatività, concentrazione e costanza? Diventi un entrepreneur.
  3. Obiettivo. Quello che stai facendo è davvero quello che vuoi fare? Mi auguro di sì, ma l’esperienza mi ha insegnato che tante volte ciò che facciamo è frutto del desiderio altrui (genitori, figli, compagno o compagna, capo ecc.). Spesso lo stiamo facendo da così tanto tempo che abbiamo spedito nel dimenticatoio la parte più genuina di noi stessi e nel fondo all’ultimo cassetto nell’armadio a destra i desideri più autentici, i progetti che ci stanno veramente a cuore. Insomma, dà una sbirciatina a chi davvero sei e che cosa davvero vuoi fare, male non ti fa.
  4. Top 10. Vuoi perfezionarti in un determinato settore? Smetti di ingurgitare ciò che ti dicono di fare o di non fare i guru della bella domenica. Fai di testa tua. Trova dieci nomi di riferimento del settore a cui sei interessato e in cui vuoi specializzarti; mi raccomando, guarda anche oltre i confini. Studia ciò che fanno e come lo fanno. Domandati: che cosa fa lui/lei che io ancora non faccio o dovrei fare? Come fa lui/lei a … ? e inizia a fare anche tu come loro. Poi, piano piano, migliora e affina ciò che fai. Affina e migliora. Con concentrazione, costanza e creatività. Un piccolo passo dietro un altro piccolo passo. Ogni giorno.
  5. Bisogno. Se riesci a illustrare con chiarezza i tuoi bisogni, bene, sei un grande. Ma quando riesci a individuare e soddisfare un bisogno latente, beh, allora diventi un gigante. È wantrepreneur sparirà per sempre dal tuo dizionario.
  6. Passione. Strettamente collegata ai bisogni. Ricordi i tempi neanche tanto lontani in cui ti dicevano: guadagna con le tue passioni, Internet è (anche) per questo e altre variazioni sul tema? Beh non è vero, con le tue passioni potrai al massimo guadagnare una cippa lippa. Una passione rimarrà tale fino a che non la metterai vicino ai bisogni (degli altri). Solo a questo punto potrai monetizzarla.
  7. Competenze. Se ne fa un gran parlare e troppo spesso in maniera molto fumosa persino nei corsi che ti promettono di sviluppare le tue competenze. Rigorosamente digitali, di questi tempi. Alla fin fine, quello che ti rimane è un pugno di aria fritta. Gli ultimi che ho fatto, in realtà mi sono serviti a questo: a sapere che cosa evitare per il futuro. Fino a quando continuerai a credere che frequentando corsi, seminari e workshop per riempirti quella cosa che sta in alto, tra le tue due orecchie, con sapere distillato dagli altri, beh, le tue competenze rimarranno belle e sotto sviluppate. Prova, invece, a una soluzione semplice, originale: mettici del tuo, vedrai che cambiamento.
  8. Titoli. Quelli belli che ti vengono rilasciati alla conclusione di un percorso di studio: corso, seminario, laurea, master, dottorato ecc… Hanno un forte impatto emotivo soprattutto su di te stesso (yeh … ce l’ho fatta!) e di breve durata. Poi ai colloqui di lavoro puntualmente ti chiederanno “esperienza”.  Che non fa mai rima con titoli.
  9. Consumatore. Consumiamo bit a più non posso, in più svariate forme e sui più disparati dispositivi. A tutte le ore del giorno e spesso anche di notte. Un esercito di ing lavorano, anche loro giorno e notte, nelle valli più siliconate del mondo per renderci avidi consumatori di app, feed, selfie e altre diavolerie che popolano il meraviglioso mondo della Grande Rete. A guardarci bene attorno, ci riescono. E va bene, le conquiste tecnologiche che abbiamo raggiunto sono l’espressione più alta dell’ingegno umano. E va bene, dicevo, ma fino a un certo punto. Per raggiungere invece un traguardo ambizioso, dobbiamo metterci del nostro. Dobbiamo produrre. 
  10. Produttore. Distogliere l’attenzione dal consumo e indirizzarla verso la produzione di qualcosa (un prodotto, un servizio) che dia soddisfazione a noi e valore a chi lo riceve e che metta insieme le nostre passioni e i bisogni delle persone è un passaggio che comporta un gran bel viaggio con parecchie soste che si chiamano: introspezione, tentativi, fallimenti, studio, fatica, ambizione e resistenza. Teniamo presente: è la produzione, la svolta, non il consumo.
  11. Concretezza. È  la somma delle passioni che coltivi unite alle tue azioni che compierai ogni giorno per soddisfare i bisogni delle persone.
  12. Disciplina. È la più difficile tra le parole efficaci che ti ho elencato qui. Per essere più specifici l’autodisciplina perché paradossalmente essere disciplinati in un contesto sociale è più facile dell’essere disciplinato nell’intimità della relazione con noi stessi. In questo senso, trovo particolarmente efficaci questi 60 secondi che ritraggono il pluricampione mondiale di nuoto Michael Phelps in alcuni momenti della sua quotidianità. Fai attenzione al messaggio finale 😉 
  13. Impatto. Sembra una parolona e se ci fai caso non la usiamo spesso nei nostri discorsi di tutti i giorni. Siamo più abituati a sentirla o leggerla negli ambienti giornalistici, economici, finanziari e politici. Realizzare appieno, tuttavia, che le azioni che compiamo, anche le più insignificanti, possano avere un notevole impatto sulla vita di coloro con cui entriamo in contatto, questo, sì, che fa la differenza. Pensa, ad esempio, a quei genitori che spingono i propri figli a fare ciò che loro non sono stati in grado di fare, con risultati a volte devastanti per i figli stessi…
  14. Mentore. Si tratta di un’àncora mentale di fondamentale importanza e stabilità per raggiungere un obiettivo. Per non scoraggiarsi nei momenti di difficoltà, per trovare ispirazione in altre storie di vita. Non occorre che sia una persona vera o che tu la conosca. Può esserlo, ma può essere anche un personaggio di un film o di un romanzo. E può naturalmente cambiare col tempo. Ad esempio, per me, in diverse fasi dell’evoluzione del progetto RhetoFan sono stati mentori, Chris Gardner, il papà di Christopher ne La ricerca della felicità, il prof Morrie di I miei martedì col professore e prima ancora il mio mitico prof di francese ai tempi dell’università.  
  15. Ispirazione. I momenti incasinati non tarderanno. Sono quei momenti in cui la vita sembra voltarci le spalle o impuntata a renderci difficile anche le azioni le più semplici. In quei momenti, nulla è più energizzante di un pasto sano e nutriente per lo spirito e per l’anima. I detti celebri come li chiamava Aristotele possono aiutarci a coltivare una sana dosi di ottimismo. Come questi, riportati in un articolo pubblicato nel 2020, diventato in breve tempo uno dei più letti del portale.
  16. Mantra. Tradurre un obiettivo in un mantra, cioè in una sana ossessione quotidiana è il miglior regalo che tu possa fare a te stesso. A prescindere dall’età, dal luogo dove ti trovi, dal lavoro che fai. È un atto di amore e una prova di coraggio. Un mantra riassume in poche parole ciò che custodisce la tua mente e la tua anima, ciò che infiamma la tua immaginazione e ciò che stimola le tue azioni. Il mantra è davvero efficace quando esprime la seguente relazione: ciò che pensi + ciò che dici = ciò che fai. Questa relazione delinea la quintessenza di ciò che sei.

Queste sono parole che ho a poco a poco seminato nel giardino della mia mente e che mi hanno sostenuto nel mio progetto di crescita personale. Sono parole che avrei voluto trovarle spiegate così poco prima della mia partenza dalla Romania, 20 anni fa.

 

Magari non tutte potranno andare bene per te in questo preciso momento. Anche se ce ne fosse una soltanto che decidessi di far tua, questo articolo ha centrato il suo scopo.

 

Fammi indovinare: è proprio quella che ti ha convinto di diventare un RhetoFan iscrivendoti alla newsletter settimanale del portale, quella che arriva ogni martedì sul presto e ti stimola a comunicare meglio ed essere più efficace, vero?

 

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A presto,

 

Lucian