Aggiornato il 27 febbraio 2021.

Questo articolo è stato revisionato e aggiornato il 27 febbraio 2021.

Come diventare un buon allenatore discorsivo e soprattutto quando.

 

Quando arriva un pargoletto e stravolge completamente la tua vita. Per sempre.

 

Niente più serate fuori con amici a spritzare e chiacchierare, e niente weekend cinema e popcorn fino a notte fonda. Niente più AC/DC, The Doors o nostrano Vasco e nemmeno Mozart, Bach o Vivaldi a tutto volume. Niente di tutto ciò, e nemmeno un rimpianto.

Allenare significa affrontare una seria infinita di sfide: la maggior parte di esse ha a che vedere con la fragilità dell’essere umano.

Sir Alex Ferguson

In quel magico momento in cui diventiamo genitori assumiamo un nuovo ruolo nella nostra vita. Di solito, ci dicono che nel rapporto con i nostri juniors dobbiamo essere una guida affidabile, un solido punto di riferimento. Non c’è dubbio, ma c’è qualcosa di più!

 

Quel qualcosa in più, quel nuovo ruolo che siamo chiamati ad assumere alla nascita dei nostri figli è quello di allenatore discorsivo.

 

Un ruolo fondamentale per chi si accinge a diventare genitore. Il più importante. IL RUOLO.

 

L’allenatore discorsivo è il genitore che si impegna a insegnare ai propri figli come trovare le parole efficaci, al momento e al posto giusto.

 

Inizia la sua carriera quando il pargolese comincia a somigliare sempre di più all’umanese. Tra il terzo e il quarto anno di vita, in altre parole, quando, i bambini hanno già acquisito una buona padronanza del linguaggio.

 

I primi allenamenti, tuttavia, possono iniziare attorno ai 12/14 mesi. Poco dopo il primo anniversario l’allenatore discorsivo può accompagnare il proprio junior nella Palestra delle Parole: un leggero riscaldamento prima dei veri, quotidiani allenamenti discorsivi del futuro. Che inizieranno pochi anni dopo, dal terzo – quarto anno di vita in poi. E dureranno, per chi vuole fare sul serio, per sempre.

 

Perché allenare i propri figli nella Palestra delle Parole? Perché le parole sono importanti. Sono la materia prima dei nostri discorsi, ciò che ci rende unici, ciò che ci definisce come essere umani. Perché il discorso è l’essenza delle interazioni sociali: apre finestre verso nuovi orizzonti, costruisce ponti verso i nostri simili. Ma come ogni … medaglia ha anche un rovescio: il discorso può alzare muri e tagliare ponti, dividere e ferire. Prima aiutiamo i nostri figli a comprendere questa verità, più preparati saranno a raccogliere le sfide della vita.

 

Il discorso, lo scopriamo nella Retorica di Aristotele, è la produzione verbale dotata di senso che consiste di “tre elementi: colui che parla, ciò di cui si parla, colui al quale si parla.”

 

Per discorrere, nel senso di “conversare insieme con altri, sia di argomenti seri e con una certa gravità, sia di cose comuni” abbiamo bisogno di parole, “il cui uso è più proprio dell’uomo di quello delle braccia”, aggiunge il padre di tutti gli allenatori discorsivi, nonché l’ideatore di quella che molti considerano la prima e la più antica scienza della comunicazione.

 

L’allenatore discorsivo è il maestro che inizia i suoi discepoli all’arte del parlare con arte. Allenare i propri juniors al saper fare con le parole fin dai primi anni di vita darà loro nel futuro un concreto vantaggio competitivo: discorsivo, emotivo e comportamentale. A casa, a scuola, in azienda e più in generale nella vita.

 

Le parole ci aiutano ad esprimere pensieri e stati di animo e chi si presenta all’appuntamento con la vita discorsivamente allenato ha tutte le carte in regola per comunicare meglio ed essere più efficace.

 

Il ruolo di allenatore discorsivo è di notevole importanza. Con gli allenamenti discorsivi che guida nella Palestra della Parole suscita nei propri juniors entusiasmo, ottimismo e rispetto. E promuove la scelta consapevole delle parole bilanciate, giuste ed efficaci al momento e al posto giusto.

Dare nome alle cose: il viaggio nel mondo delle parole

I significati delle parole, l’importanza del tono della voce, i primi sguardi e i primi gesti che accompagnano le parole e arricchiscono di significato il discorso, così come i primi ragionamenti, le prime argomentazioni e i primi tentativi di persuasione avvengono in seno alla famiglia.

 

Per questo motivo, come disse Nessia Laniado nel suo Come stimolare giorno per giorno l’intelligenza dei vostri bambini“insegnare ai nostri figli a usare con piena padronanza il linguaggio, ricavandone tutte le espressioni, le intonazioni e le sfumature, non è quindi fornire loro soltanto uno strumento essenziale perché possano comunicare il loro pensiero in modo efficace e preciso” ma è anche fornire loro la materia primale parole – per “sciogliere i nodi emotivi, attribuendo un nome ai propri sentimenti”.

 

L’allenatore discorsivo ha come obiettivo l’esposizione delle nuove generazioni a un linguaggio ricco, concreto e appropriato al contesto.

 

I quotidiani allenamenti discorsivi nella Palestra delle Parole, sotto l’attenta guida di un allenatore discorsivo capace, contribuiscono allo sviluppo armonioso delle nuove leve del mondo di domani e della regina delle competenze del XXI secolo che li accompagnerà per l’intero arco della loro vita: la comunicazione efficace.

 

Infine, ma non per ultimo, gli allenamenti discorsivi contribuiscono a sviluppare quello che ho chiamato resilienza discorsiva: un “muscolo” importantissimo che aiuteranno i tuoi juniors ad affrontare a testa alta gli alti e i bassi della loro vita.

 

Tre principi per un allenamento discorsivo efficace

Abbiamo visto perché sono importanti gli allenamenti nella Palestra delle Parole. Ma che cosa fa, nel concreto, il bravo allenatore discorsivo?

 

Applica i tre principi base dell’allenamento discorsivo:

  • Ascolta con empatia
  • Incoraggia l’espressione di pensieri, emozioni e comportamenti in parole appropriate
  • Fa domande-stimolo: “Perché?” “Che cosa significa per te …?”, “Che cosa ne pensi tu a proposito di …” “Come ti senti?”

L’allenamento discorsivo mira al raggiungimento di un obiettivo ambizioso nella vita: comunicare efficacemente.

 

La scelta di diventare buoni allenatori discorsivi è nostra, dei genitori di oggi. È tra le nostre mani il futuro della società, futuro che passa inevitabilmente per la consapevolezza linguistica dei nostri figli.

    Gli allenatori discorsivi di oggi sono i genitori felici di domani. Sono gli adulti che oggi plasmano con maestria le nuove leve del mondo di domani. E le preparano per rendere la società migliore, più efficace, più pacifica. Più giusta e più democratica.

     

    Tu che cosa fai per diventare un buon allenatore discorsivo?

     

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