Gli imperi del futuro saranno gli imperi della mente.

Winston Churchill

In questo articolo ti parlerò di intelligenzafuturo. Non solo perché sono temi che mi stanno particolarmente a cuore per interesse personale e professionale, ma anche perché credo possano essere di ispirazione per i lettori RhetoFan così come sono per me. È, in ogni caso, per tutti, un buon esercizio per tenere in forma creatività e curiosità, due importanti strumenti della cassetta degli attrezzi della comunicazione efficace.

 

Per iniziare con il piede giusto, mi rifaccio agli studi de professor Howard Gardner, rinomato psicologo statunitense, uno dei massimi esperti mondiali su temi di grande interesse per chi si allena con determinazione nella Palestra delle Parole: intelligenza, educazione, creatività, leadership e persuasione. Più precisamente, farò riferimento al suo libro Cinque chiavi per il futuro.

 

Al futuro mi interesso per un doppio motivo: sono genitore di una bimba di dieci anni e voglio tenermi aggiornato sui temi caldi dell’educazione e sulle nuove scoperte che riguardano il funzionamento della mente umana. In secondo luogo, perché studio la comunicazione da 30 anni e ci tengo ad essere al passo con i tempi, guardando all’avvenire con curiosità e positività. Del resto, nella nostra società caratterizzata da altissima velocità ed interconnetività, è indispensabile approfondire temi come quelli descritti da Gardner nel suo libro per adottare un comportamento discorsivo consapevole e responsabile. On e off line.

 

Howard Gardner ritiene che ci siano cinque intelligenze, o mentalità, che ciascun individuo dovrebbe mobilitare per affrontare serenamente il futuro:

  • Intelligenza disciplinare: governa il pensiero conoscitivo di una particolare disciplina, mestiere o professione
  • Intelligenza sintetica: accoglie, valuta, combina le informazioni da diverse fonti per poi restituirle in una nuova prospettiva
  • Intelligenza creativa: che ci spinge a innovare, a porsi domande inconsuete, a pensare lateralmente per poi formulare risposte spesso imprevedibili
  • Intelligenza rispettosa: indispensabile nel villaggio globale in cui viviamo e in cui abbiamo spesso l’opportunità di confrontarci con diversità culturali e umane da ogni dove
  • Intelligenza etica: che ci permette di riflettere sull’operato del singolo, sui bisogni e sulle aspirazioni della società in cui viviamo

In sostanza, la materia prima delle prime tre intelligenze (disciplinare, sintetica e creativa) è costituita da diverse forme del sapere, mentre le ultime due (intelligenza rispettosa, concreta, e intelligenza etica, più astratta) riguardano più da vicino la sfera delle relazioni, i rapporti con gli altri.

 

L’ordine proposto da Gardner è aleatorio. Le cinque elencate sono le forme di intelligenza le più apprezzate e lo saranno ancora di più in futuro. L’ideale sarebbe esserne consapevole e poterle coltivare tutte e cinque contemporaneamente. Compito arduo, indubbiamente.

 

Tra le cinque, due ho maggiormente ritrovato nella mia esperienza di immigrazione: l’intelligenza sintetica e l’intelligenza rispettosa. Entrambe dovrebbero essere in cima all’educazione permanente perché maggiormente adatte a insegnarci come meglio districarsi sui viali e i vialoni del mondo (ancora più) globalizzato e ipertecnologico di domani.

 

Di seguito affronterò l’intelligenza sintetica mentre all’intelligenza rispettosa dedicherò un post separato.

 

Nel suo libro, Gardner con cui ho anche avuto uno scambio di e-mail riguardo alle sette intelligenze da lui proposte, ricorda Aristotele, che insieme a Socrate e Platone, si è sforzato a operare una sintesi del sapere globale dell’epoca in cui vissero. Infatti, se prendiamo come esempio la Retorica di Aristotele che ho più volte nominato sul portale RhetoFan, essa altro non è che una sintesi delle conoscenze linguistiche, psicologiche e comportamentali del mondo antico. Da allora, poco altro è stato inventato. Tutte le neo-discipline correlate alla comunicazione (linguistica, psicolinguistica, sociolinguistica, neurolinguistica ecc.) sono sapere aggiunto alla sintesi del sapere antico.

 

Sei categorie di sintesi per rispondere all’enorme flusso di dati e informazioni del terzo millennio

La capacità di mettere insieme più fonti con lo scopo di stilare una sintesi coerente è una risposta necessaria all’enorme flusso di dati che permea la nostra società. Ci sono voci, come quella del premio Nobel  Murray Gell-Mann che sostengono che la più apprezzata intelligenza del ventunesimo secolo sarà quella capace di operare una sintesi. L’intelligenza sintetica, appunto.

 

Ecco, di seguito, sei categorie di sintesi per meglio gestire l’immenso flusso di dati che permea la nostra società in questo inizio del terzo millennio:

  • Narrazioni che riuniscono diversi elementi da più fonti (per es. la Bibbia, i blog divulgativi, le raccolte su un determinato argomento)
  • Tassonomie in cui gli elementi sono ordinati secondo determinate caratteristiche (es. la sintesi degli elementi della materia operata da Mendeleev nella famosa tabella che porta il suo nome)
  • Proverbi e aforismi sono la sintesi della saggezza popolare tramandata sotto forma di brevi locuzioni, memorabili e applicabili in diverse situazioni (es. “è meglio prevenire che curare”, “rifletti prima di agire” ecc.)
  • Metafore e immagini suggestive come l’albero evolutivo di Darwin per descrivere l’evoluzione della specie umana o la mano invisibile di Smith per illustrare la natura auto regolatrice dei mercati e, non per ultimo, i marchi delle grandi aziende che altro non sono che sintesi di parole e immagini, di visioni e aspirazioni
  • Le creazioni artistiche come, ad esempio, un dipinto (gli eventi biblici dipinti da Michelangelo sul soffitto della Cappella Sistina)
  • Teorie come quella psicoanalitica di Freud o come quella di Gardner stesso sulla pluralità delle intelligenze che mettono insieme la sintesi di un pensiero sotto forma di concetti (repressione, sessualità infantile e inconscio – Freud; mente, intelligenze e abilità – Gardner)

Tra le categorie di sintesi elencate quelle che sembrano godere di maggiore successo oggi sono le narrazioni, esse stesse spesso sintesi di immagini e metafore suggestive, di aforismi e concetti, di idee e tassonomie.

 

Gran parte dei libri di testo, i libri e i blog divulgativi sono artefatti narrativi, sintesi di ciò che si sa di un argomento in un determinato momento della storia dell’umanità. L’obiettivo della sintesi è l’accesso da parte di uno specifico pubblico a un determinato argomento.

 

Scienza e tecnologia corrono ad altissima velocità nel mondo superdigitale di oggi e spostano quantità impressionati di dati, merci e capitali con un click. Ma la scienza, ricordiamocelo, è solo un modo di conoscere il mondo, zoppicante, se non le si aggiunge un punto di vista di carattere artistico o umanistico. L’intelligenza sintetica, quando opportunamente coltivata, stimolata e allenata opera in questa direzione: fonde efficacemente le scienze reali e le scienze umanistiche.

 

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Foto di Mary Lee Hahn

 

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