Aggiornato il 22 febbraio 2021.

Questo articolo è stato revisionato e aggiornato il 22 febbraio 2021.

Stai cercando il migliore libro sulla comunicazione efficace? Anche il più recente, se possibile?

 

Bene, lo hai trovato. Continua a leggere: ti presento l’abbecedario della comunicazione efficace, l’insuperabile libro sull’arte del discorso.

 

Nella stragrande maggioranza dei manualetti sulla comunicazione che vedi sugli scaffali delle librerie, l’antica arte del discorso è fraintesa e camuffata da titoloni di dubbia ispirazione.

 

Gli autori che hanno davvero arricchito il migliore e il più antico manuale di comunicazione efficace? A contarli sulle dita delle mani. Pochi. Pocchissimi.

 

Ci sono tanti, troppi libri scritti sulla comunicazione efficace. È vero, la comunicazione è la … regina della competenze del terzo millennio e merita la nostra massima attenzione, ma la quantità di scritti sull’argomento è eccessiva e in gran parte di modesta levatura.

 

Tanto vale, allora, tornare alle basi. E per tornarci ci vuole un salto. All’indietro, di quasi tremila anni.

 

Andiamo per ordine.

 

Il migliore e il più antico manuale sulla comunicazione

Quando si tratta di comunicazione, il testo fondamentale, nonché il migliore e il più antico, è senza ombra di dubbio Retorica. Il suo autore: Aristotele, considerato il primo sistematore dell’arte del discorso di cui aveva una sua idea limpide, rimasta poi … scolpita nella storia dell’Umanità:

Se è vergognoso non essere in grado di difendersi con le proprie braccia, sarebbe assurdo se fosse esente da vergogna non saperlo fare per mezzo della parola, il cui uso è più proprio dell’uomo di quello delle braccia.

Aristotele

Aristotele nacque a Stagira, nella Macedonia greca, nel 384 a.C. Fece tante cose nei 62 anni di vita che lo portarono ad essere soprannominato IL MAESTRO e considerato uno dei più influenti filosofi di tutti i tempi. Morì a Calcide, sempre in Grecia, nel 322 a.C.

 

Per venti anni lavorò con Platone nella sua Accademia. Lasciò la scuola quando Platone, il suo fondatore, passò a vita migliore.

 

Inizio a viaggiare e poi decise di mettersi in proprio. Creò la sua scuola che chiamò Liceo. Le scuole superiori italiane, come quelle francese e rumene ricordano la sua impresa. Infatti, ancora oggi si chiamano “liceo”, “lycée”, “liceu”.

 

La legenda narra che Aristotele amava passeggiare mentre insegnava e disquisiva sulle idee, sue e degli altri. Chi voleva ascoltarlo doveva camminare. Erano i peripatetici o, più semplicemente, i camminatori.

 

Immagina: il simpatico barbuto filosofo passeggia tra i colonnati della sua scuola con i suoi alunni disposti in fila indiana mentre disquisisce sulle più ardue domande esistenziali.

 

Quelle domande con tante risposte, mai definitive, che anche tu ed io, i nostri amici e i nostri parenti se le pongono oggi, come i nostri antenati agli albori della storia. Domande esistenziali, tipo:

Che cosa rende felici le persone?

Che cosa permette a una vita e a un’intera società di funzionare bene?

Camminava e disquisiva, disquisiva e camminava con i suoi seguaci, i peripatetici. Il risultato? Divenne uno dei più influenti filosofi di tutti i tempi e, insieme a Platone e Socrate, uno dei padri fondatori del pensiero filosofico occidentale.

 

Per noi, invece, tre milla anni dopo, il compito è, forse, più semplice: capire meglio noi stessi, la vita che viviamo e le persone che ci circondano.

 

A un certo punto, Aristotele si pose quest’audace domanda: Come viaggiano le idee?

 

Tra una passeggiata e l’altra si mise con impegno a scarabocchiare pensieri. Prendeva forma la retorica aristotelica che fu all’origine un mucchio di appunti e lezioni destinate all’ascolto all’interno del Liceo. Poi, alcuni tra i più interessati, i fan come potremmo chiamarli oggi, li raccolsero e ne fecero un libro. Retorica, appunto.

 

La lettura del libro può risultare difficile e a tratti noiosa. Non sarà facile mettere da parte il ca*%*ggio sui social e darci dentro con un classico di tutti i tempi.

 

Una volta iniziato, però, se certe frasi apparentemente contorte non ti abbiano scoraggiato, vedrai che Retorica è un libro-indagine sulla natura umana, capace di portarti alle culmini del piacere intellettuale. Alla fine dell’ultima pagina guarderai il mondo con occhi diversi. E capirai perché si studia poco e fa temere tanto, nonostante sia a portata di tutti.

 

Per il Maestro, la retorica è una questione di saggezza pratica “la cui conoscenza è in un certo qual modo patrimonio comune di tutti… perché tutti, entro un certo limite, si impegnano a esaminare e a sostenere un qualche argomento, o a difendersi e ad accusare.”

 

Tuttavia, osservò Aristotele, nonostante i buoni propositi, non sempre l’argomentazione migliore risulta vincente. Che si fa? si chiese impensierito. E come facciamo a sfondare con le nostre migliori idee?

 

Ne scaturì una raccolta di riflessioni attorno alla persuasione, sconfinato argomento di cui di esperti, oggi, ne trovi a destra e a manca.

 

Ok, se sei arrivato tra le pagine di questo sito vuol dire che sei interessato a migliorare la comunicazione. Non ti dirò, perciò, che con la Retorica di Aristotele diventerai un super comunicatore o un brillante persuasore.

 

Anzi, ti dirò proprio il contrario: la persuasione di cui ci parla Aristotele è una persuasione possibile attraverso il discorso. Non scontata. Che è bene imparare per un paio di motivi: farsi valere con l’aiuto delle parole e saper difendersi dai discorsi fuffosi di cui ne è stracolmo il web e non solo.

 

Per evitare fraintendimenti, il Maestro chiarisce fin dalle prime pagine del suo libro che la retorica si riferisce alla “facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto.” In altre parole, la retorica non rappresenta, nella concezione di Aristotele, l’arte di persuadere, ma la capacità del parlante di trovare ciò che può risultare persuasivo riguardo a un determinato argomento. Una sottile differenza, che fa la differenza.

 

Aristotele, infatti, con la sua retorica non offre garanzie sulla riuscita di un discorso, ma accende la luce sulla complessità dell’animo umano e sulla capacità latente di tutti noi di persuadere. Noi stessi, per prima, e poi gli altri.

 

Retorica non è un libro per tutti. Ce lo dimostra la vita di tutti i giorni, a casa, a scuola, in azienda. Se quest’antico testo fosse reso obbligatorio per tutti, calerebbero drasticamente l’ostilità discorsiva e le dispute infelici. Accrescerebbero invece, lo spirito critico e la consapevolezza della forza del discorso. E soprattutto il numero dei parlanti che sceglierebbero con cura, le parole da non dire.

 

Comunque, obbligatorio o no, la retorica così come fu sistemata da Aristotele rappresenta il testo base a cui si rifanno tutte le scienze che hanno a che fare con la comunicazione umana. È per questo che può essere considerato l’abbecedario della comunicazione efficace.

 

Ti spingerà a guardare il mondo con occhi diversi. Ripenserai la tua idea di società, rivaluterai i tuoi discorsi quotidiani e rimetterai in discussione molte delle tue idee. Sulla vita, sul pensiero, sull’azione. Sulla comunicazione, soprattutto.

 

Come è costruito il sistema retorico

Ecco, brevemente, l’architettura del sistema retorico, come lo ideò Aristotele:

 

  • Libro I è il libro del locutore, l’emittente del messaggio, “colui che parla” come lo chiama Aristotele. Il Maestro prende in esame l’argomentazione, dal punto di vista del locutore e del tempo a cui essa si riferisce. E qui che parla dei tre generi del discorso che trovi spiegati ne La retorica: l’arte di assoluta importanza, quotidiana.
  • Libro II è il libro dell’interlocutore, il ricevente, “colui al quale si parla” come dice Aristotele. Qui, il Maestro si sofferma, spiegandole, sulle emozioni di chi riceve il messaggio.
  • Libro III è il libro del messaggio, “ciò di cui si parla” per riprendere la definizione dell’autore. È nella terza parte che il Maestro offre numerosi spunti su come adottare un comportamento discorsivo virtuoso: scegliendo parole efficaci al momento e al posto giusto con l’obiettivo di far viaggiare efficacemente le idee dal locutore all’interlocutore, dal parlante all’uditorio.

Retorica, dicevo, non è un libro per tutti, anche se tutti lo dovrebbero leggere. È il testo fondamentale sull’arte del discorso efficace. Con se stessi e con gli altri. Il testo base sulla comunicazione che è la … regina della competenze del terzo millennio e merita la nostra massima attenzione.

 

Se vuoi intraprendere un percorso di crescita personale, fuori dai soliti giri fuffaginosi di cui è pieno zeppo il web, inizia da qui: dalla Retorica aristotelica, a tutti gli effetti il Chilometro 0 della Comunicazione e imprescindibile punto di partenza per scalare le vette del miglioramento personale.

 

PS: Unisciti ai lettori abituali del portale: clicca qui e iscriviti alla newsletter RhetoFan. È gratis, arriva ogni martedì di buon’ora, e ti aiuta a comunicare meglio ed essere più efficace. Tranquillo, se poi cambi idea, sei libero di disiscriverti.

 

Foto di pubblico dominio